Riflessioni su lavoro, economia e cultura

riflessioni su economia, lavoro e culturaVorrei parlare in questa pagina più in concreto di idee politiche che spero possano migliorare la nostra società. Per dimostrare che la musica e la cultura in generale sono importanti più di quanto si creda, ora vi dirò cosa  penso cominciando da un tema che al giorno d’oggi sta molto a cuore a tutti: lavoro ed economia. Ecco cosa pensa un musicista a proposito di lavoro e cultura.

 

I dati sul lavoro

Inizierò col dire che i dati che vengono citati dall’Istat sul lavoro non sono esplicativi della reale situazione, servono solo a facilitare il lavoro e la propaganda politica. Ad esempio si cita un aumento dell’occupazione come un buon risultato delle politiche del Governo Gentiloni e del precedente Governo Renzi. Ebbene questo dato da solo non spiega nulla, perché se prima il lavoro e la produzione che faceva una persona ora la fanno due persone percependo la metà dello stipendio, per l’occupazione questa è crescita, ma in realtà non lo è. In effetti i dati che realmente spiegano il livello del lavoro in Italia sono piuttosto: produttività, ore lavorate e stipendio medio. Se andiamo ad analizzare questi dati, vediamo come la produttività è in calo negli ultimi anni, e le ore lavorate sono diminuite addirittura di un miliardo dal livello pre crisi. Questi due dati bastano per spiegare che un aumento di occupazione non legato ad un miglioramento della qualità del lavoro significa solo che più persone guadagnano meno di prima, e mi pare un risultato di poco conto sapendo che una legge come il Jobs Act ha cancellato importanti diritti dei lavoratori stanziando ingenti risorse a fronte di scarsi risultati.

Parlando di produttività non voglio fare un discorso meramente consumistico. Ad esempio anche aspettare un’ora in fila alle Poste per spedire una raccomandata è scarsa produttività. Parlo quindi di efficienza e organizzazione nel settore pubblico e privato, che comprendono meritocrazia e innovazione. Si tratta quindi di temi complessi, derivazione di molti aspetti della società, tra i quali molto importanti sono l’educazione e la cultura delle persone di una nazione. E allora cosa si può fare?

Reddito di cittadinanza

Nel programma del Movimento 5 Stelle è noto il “Reddito di Cittadinanza“, cioè una norma con la quale si intende redistribuire la ricchezza a chi non ha l’opportunità di entrare o rientrare nel mondo del lavoro. Naturalmente i sostegni dovranno essere erogati con le dovute condizioni, a patto cioè che le persone s’impegnino a prestarsi per lavori socialmente utili e per formarsi se richiesto, o ad accettare un lavoro proposto. Si tratta di una misura importante, perché anche se gli stipendi medi aumentano non è detto che migliori anche la situazione della gente, infatti poche persone che guadagnano molto alzano la media. In questo momento storico la redistribuzione del reddito è l’unica cosa che può rimettere in moto i mercati, e ora l’hanno capito anche gli altri partiti, che propongono anch’essi misure simili al reddito di cittadinanza, cambiandone solo il nome. Il M5S ha proposto queste misure già da anni, grazie ai risultati del sistema informatico e dei Meet Up.

Educazione e Cultura

la vera buona scuola

Spiegavo prima che il lavoro deve essere di qualità e ben organizzato perché effettivamente ci sia crescita. La qualità deriva dal merito, dall’organizzazione e dall’innovazione. In questo l’educazione ha un ruolo primario e fondamentale, assieme alla cultura. Le discipline culturali, in primis la musica di cui mi faccio sostenitore, sono attività formative eccellenti per tutti, poiché insegnano la disciplina e aumentano l’intelligenza e l’adattamento di chi vi si applica, questo è dimostrato ampiamente da eminenti studi scientifici. I precedenti Governi non hanno migliorato praticamente niente di scuola e cultura, dimostrando una scarsa lungimiranza e pesando solo al lato economico, come ad esempio “La Buona Scuola“, una riforma che non ha toccato minimamente i programmi scolastici. La scuola per funzionare bene ha bisogno di insegnanti preparati e programmi moderni, che mirino a creare persone competenti, sì, ma soprattutto efficaci. Occorre quindi aggiornarsi e lasciare che i ragazzi possano interessarsi ad attività che ricreano ma che soprattutto “stimolano il cervello, non insegnando quello che le persone devono dire, ma come sviluppare le proprie capacità nel modo migliore. Ad esempio il sistema finlandese ha ottenuto risultati eclatanti in questo.

In conclusione

E’ inutile focalizzarsi su destra e sinistra, i Governi italiani da entrambe le parti non hanno fatto che sminuire l’istruzione relegando le arti e la cultura ad un ruolo inferiore negli interessi generali, e questo non farà che impoverire il nostro paese. Se vogliamo avere un futuro migliore dobbiamo preoccuparci oggi di formare persone in modo più efficace, e in questo la cultura ha un ruolo fondamentale, per piccoli e grandi. Rido quando penso alla famosa frase: “con la cultura non si mangia”, piuttosto direi che senza cultura si mangia molto male!

 

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Articolo di Enzo Crotti – 2018 – La condivisione è un bel modo di apprezzare. Grazie.